Trauma

Chi ha paura di rosso, giallo e blu, Barnett Newman

La parola "trauma" deriva dal greco τραύμα e significa "perforare", "ledere" e fa riferimento ad una "ferita", una "lacerazione". In medicina indica una lesione nel corpo prodotta da un qualsiasi agente capace di azione improvvisa, rapida e violenta; in psichiatria, psicologia e psicoanalisi rappresenta un turbamento, una rottura nell'esperienza di sè e della propria integrità, un'alterazione dello stato psichico a seguito di un evento traumatico.
Sulla definizione di evento traumatico è possibile individuare nella comunità scientifica due filoni principali:

  • un filone che pone l'evento in un continuum di gravità oggettiva, come è specificato nel DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali) che distingue un evento in traumatico o stressante:
    • l'evento traumatico viene indicato come "l'esposizione a morte reale o minaccia di morte, grave lesione, oppure violenza sessuale" ed è un criterio fondamentale per diagnosticare il disturbo da stress post traumatico (DSPT) e il disturbo da stress acuto;
    • l' evento stressante è inclusivo di tutti quegli eventi di vita che possono causano sofferenza (per es. lutti, licenziamenti, diventare genitori, andare in pensione, ecc..) e rappresenta il criterio per diagnosticare il disturbo dell'adattamento.
  • L'altro filone valuta gli eventi traumatici in una prospettiva evolutiva e relazionale, che considera oltre le caratteristiche oggettive dell'evento stressante, l'età della persona, la sua storia evolutiva, le capacità di gestione delle emozioni, la resilienza, il sostegno sociale e la presenza di altre eventuali psicopatologie.

L'accordo è invece unanime sul fatto che un evento negativo di per sè non necessariamente porti ad una reazione traumatica o ad un disturbo psichico e che sia cruciale il significato che la persona attribuisce all'evento, il contesto sociale in cui avviene e la resilienza individuale. (Per resilienza in psicologia si intende la capacità di affrontare e superare difficoltà ed eventi stressanti e traumatici.)

Quando uno stimolo emotivamente eccessivo non viene sufficientemente fronteggiato, integrato, elaborato e "mentalizzato" si produce una ferita psichica che causa l'esperienza traumatica, essa puè avere diversa durata e consistenza e puè diventare un disturbo psicopatologico.

La nosografia psichiatrica solo negli ultimi decenni (il DSPT è stato inserito nel DSM dall'edizione del 1980) ha individuato i disturbi da eventi traumatici e stressanti ed i disturbi dissociativi come patologie specifiche che insorgono a seguito di un trauma psichico; varie altre forme di sofferenza psicopatologica possono comunque insorgere a seguito di traumi emotivi e relazionali, soprattutto se questi sono avvenuti nell'infanzia, se sono stati ripetuti e cumulativi.

Se mettiamo i disturbi legati a traumi su una scala di complessità, il più semplice sarà il disturbo da stress post traumatico (PTSD), che si sviluppa ad ogni età in conseguenza di un singolo incidente traumatizzante, mentre all'estremo opposto avremo i disturbi dissociativi che rappresentano sviluppi più complessi e pervasivi in risposta a traumi che avvengono in infanzia.

L'assetto psichico del bambino che viene investito e disorganizzato da eventi traumatici è propenso a utilizzare per poter sopravvivere al dolore meccanismi di difesa come la rimozione e la dissociazione danneggiando, spesso in modo permanente, il processo di costruzione della propria personalità. Un ambiente familiare emotivamente trascurante e genitori (o caregivers) non accudenti e contenitivi provocano traumi relazionali profondi che aumentano la vulnerabilità allo sviluppo di psicopatologie. Sia condizioni di assenza e di mancanza che di presenza violenta, intrusiva, seduttiva e disorganizzante contribuiscono a produrre traumi.

E' molto frequente sentir riemergere, solo in un secondo tempo e anche dopo diversi anni, il dolore di una passata esperienza traumatica, poichè la mente che aveva in un primo momento allontanato e rimosso il ricordo traumatico, puè essere diventata ricettiva e in grado di viverlo ed elaborarlo. La sofferenza traumatica trova comunque manifestazione, anche senza diventare pienamente consapevole, in problematiche e sintomatologie di vario genere: ansia, depressione, addiction, attacchi di panico, ecc..

call

Fissa un colloquio

Contatta la Dr.ssa
Elena Pasquali

phoneCell: 347 1445731

emaile.pasquali3859a@ordpsicologier.it