Psicofarmaci

Gli psico-farmaci o farmaci psicoattivi/psicotopri, sono una famiglia molto eterogenea di farmaci con azione a livello cerebrale ed effetti sulla psiche che vengono utilizzati per il trattamento di diverse psicopatologie.

Non vengono considerati psicofarmaci tutte quelle sostanze, naturali o sintetizzati che, pur avendo azione psicotropa, sono generalmente illegali, non prescritte da specialisti di medicina e prive di buoni effetti terapeutici, le cosiddette droghe (eroina, cocaina, Lsd, THC, ecc..).

Anche se diverse sostanze psicoattive di origine naturale sono note da secoli all'uomo, è solo a partire dagli anni '50 con la sintesi dei primi psicofarmaci che se ne è cominciato l'utilizzo in larga scala a scopi terapeutici contribuendo al cambiamento della condizione dei malati mentali gravi con la diminuzione dei ricoveri e una miglior gestione della patologia. Oggi gli psicofarmaci sono estremamente diffusi e di ampio consumo, sono prescritti oltre che dallo psichiatra anche dal medico generico.

Le sostanze psicoattive agiscono sulla funzionalità cerebrale a livello del sistema nervoso centrale e periferico, intervenendo sulla trasmissione neuronale e il messaggio dei neurotrasmettitori; possono produrre effetti temporanei e reversibili oppure permanenti e "cronicizzati" alterando la stessa struttura cerebrale, in base alle caratteristiche biochimiche della sostanza stessa, la dose e il periodo di assunzione.

Il cervello è l'organo più complesso del corpo umano, coordina tutto il funzionamento dell'organismo, le funzioni fisiche, cognitive ed emotive, che si sviluppano fin dalla nascita, crescono e si modificano in base a diversi fattori di natura ambientale, sociale, psicologica e biologico-genetica. Questi stessi fattori sono ritenuti responsabili dell'insorgenza dei disturbi mentali e del funzionamento biochimico cerebrale su cui i farmaci psicoattivi vanno ad intervenire.

Ogni farmaco ha caratteristiche specifiche: principio attivo, modalità d'azione, farmacocinetica, farmacodinamica, controindicazioni ed effetti collaterali; al momento della prescrizione e durante il trattamento, il medico psichiatra, deve considerare queste caratteristiche e valutare l'effetto sulla persona poichè la componente individuale di risposta è molto variabile e generalmente è necessario operare diversi cambiamenti di terapia prima di individuare gli psicofarmaci più adatti al disagio di una persona.

Si possono dividere in 4 principali categorie in base ai loro effetti e alle indicazioni cliniche:

  • Antidepressivi,
    alcuni esempi: l'Anafranil, il Tofranil, il Laroxil, il Noritren, Prozac (Fluoxetina), Sereuipin (Paroxetina), Fevarin e Dumirox (Fluvoxamina), Zoloft (Sertralina), Elopram (Citalopram), Cipralex (Escitalopram); Efexor (Venlafaxina), Cymbalta, Xeristar (Duloxetina), Wellbutrin (Bupropione)
  • Ansiolitici e ipnotici,
    alcuni esempi: Tavor, Xanax, Valium, En, Lexotan, Prazene, Lorans, Minias, Felison, Dalmadorm,Halcion
  • Stabilizzatori dell'umore,
    alcuni esempi: Sali di Litio, l'Acido Valproico (Depakin) e la Carbamazepina (Tegretol), Lamotrigina (Lamictal), Topiramato (Topamax).
  • Antipsicotici,
    alcuni esempi: serenase, haldol,entumin, talofen, largactil, zyprexa, seroquel, risperdal, leponex, abilify, leponex.

All'interno di una stessa categoria sono presenti farmaci con considerevoli differenze tra loro e con indicazioni terapeutiche multiple per cui farmaci appartenenti ad una certa categoria vengono utilizzati non solo per i disturbi contenuti nel nome stesso della categoria farmacologica (ansia, depressione, disturbi dell'umore, psicosi), ma anche per altre forme psicopatologiche.

L'interazione degli psicofarmaci con altre sostanze psicotrope, come alcool, droghe e sigarette, è pericolosa per la salute e il buon esito della cura poichè si potrebbero non ottenere gli effetti positivi sperati e in alcuni casi il rischio di danno è elevato, si possono verificare reazioni molto gravi come il coma e la morte.

E' fondamentale che vi sia una buona alleanza tra medico e paziente, la stessa efficacia del farmaco può scemare se viene presentato male e non sono capiti i motivi della prescrizione, se non si colloca all'interno di un rapporto di fiducia e rispetto. L'interruzione non concordata di psicofarmaci è molto rischiosa per ricadute e recidive ed il ripresentarsi del malessere.

Gli psicofarmaci vengono utilizzati per la cura di diversi disturbi mentali e disagi psichici, spesso in abbinamento ad altre tecniche terapeutiche, quali la terapia della parola: colloqui di sostegno, counseling, psicoterapia, gruppi di auto-aiuto, psicoeducazione, ecc..

Le caratteristiche psicopatologiche ed individuali , influenzano la scelta dei percorsi di cura e la durata degli stessi. La farmacoterapia e la psicoterapia non si contrappongono, non sono in antitesi o incompatibili e non dovrebbero essere utilizzate in alternativa. Sono due tecniche che dovrebbero andare di pari passo e possono iniziare in alcune situazioni anche nella stessa fase.

call

Fissa un colloquio

Contatta la Dr.ssa
Elena Pasquali

phoneCell: 347 1445731

emaile.pasquali3859a@ordpsicologier.it